txt: Venezia: attrazione fatale - Elia Barbiani - myvenice.org

 

Bisogna, invece, aiutare questi giovani possibili futuri veneziani, perché sono gli unici già convinti che sia “più bello e creativo vivere a Venezia”, concetto che avevano ben chiaro non solo gli artisti, i poeti e i danzatori che decidevano di soggiornare per periodi lunghi e spesso di trasferirsi a Venezia nel corso dei secoli, ma soprattutto persone come Felicita Bevilacqua La Masa che non solo donò il palazzo di famiglia, Ca’ Pesaro, a beneficio dell’arte cittadina, ma contemporaneamente diede vita alla fondazione che prefigurava che la città fosse in grado di attrarre (e trattenere come nuovi cittadini) giovani artisti incentivati dall’offerta di studi e residenze (Palazzo Carminati a S.Stae). E tra i “suoi” autori agli inizi del ‘900 ricordiamo Boccioni, Casorati, Semeghini, Arturo Martini. Il concetto della Bevilacqua è valido ancor oggi, se non s’insegna ai giovani ad amarla, questa città diventerà –lo sta già diventando- un’altra cosa rispetto a quella prefigurata negli scenari innovativi. Se l’idea di città: città della cultura, della conoscenza, dell’elevazione della coscienza e dello spirito non viene impiantata in un ambiente fertile, dove coltivare l’anima prima che il portafoglio è destinata a restare un titolo per una serie di convegni.