via Come si sfascia una città - repubblica.it - VENERDÌ 8 APRILE 2005

COME SI SFASCIA UNA CITTÀ uno studio e una mostra Un gruppo di urbanisti ha messo a confronto Barcellona e Napoli, Madri e Milano, Marsiglia e Genova. E ha scoperto che un destino le accomuna: Si invade il territorio circostante, e si sparpagliano piccoli e grandi insediamenti. Ovunque centri commerciali, villette, outlet e multisale La polemica fra gli architetti FRANCESCO ERBANI - BOLOGNA
Uno studio rigoroso degli effetti di una città che si dilata lo hanno compiuto tre urbanisti milanesi, Roberto Camagni, Maria Cristina Gibelli e Paolo Rigamonti, in un libro intitolato I costi collettivi della città dispersa Alinea, 2002. Al primo posto figura il consumo di suolo agricolo, una risorsa non riproducibile. Ma non va sottovalutato il costo sociale, quello che si può chiamare la perdita di un "effetto città", una forma nuova di segregazione e di isolamento. Molto nette sono le conclusioni di Salzano: «Tutte le analisi confermano che la spalmatura urbana è figlia della sregolatezza, dell´anarchia, dell´individualismo. Una realtà con questo genoma non può essere definita città. E infatti non lo è, è il luogo della dissipazione delle risorse territoriali, ambientali, energetiche, finanziarie. Occorreranno sforzi generosi, investimenti ingentissimi, trasformazioni radicali per renderle realtà pienamente urbane.